CCXXXV
S'io sapea quel ch'ora saper mi giova
così mirato avrei,
e con tanto cordoglio,
dentro a quei lumi nubilosi e rei,
che, cessato l'orgoglio
e le fiere tempeste,
quasi un lucido ciel si saria mostra
allor che dopo nubi atre e moleste
fa di sé chiara e dilettosa mostra.