CCXXXVII

By Guittone d'Arezzo

A te, Montuccio, ed agli altri, il cui nomo

non già volontier molto agio 'n obrio,

a cui intendo che savoro ha 'l mi pomo,

che mena il piccioletto arboscel mio,

non diragio ora già quanto e como,

disioso, di voi agio desio;

ma dico tanto ben, che nel meo domo

con voi sovente gioi prendo e ricrio.

E poi de' pomi miei prender vi piace,

per Dio, da' venenosi or vi guardate,

li quali eo ritrattai come mortali;

ma quelli, che triaca io so verace,

contra essi e contr'ogne veleno usate,

a ciò che 'n vita siate eternali.