Che gentileçça non è nel sangue, né in antica richeça. Rubrica LX.
Non dà richezza antica nobiltate,
Né sangue; ma vertù fe' l'uom gentile,
E trae di loco vile
Huom che altier si fa per sua bontate.
Homo che d'umil loco è discendente,
Il qual per sua vertù grande sormonta,
Avança quel che smonta
Per sua sola viltà d'alto parente.
Ché tanto è grave l'onta
Et è magior lo caso di costui,
Quanto per specchio e per exemplo altrui
Avea via sicura
Alla gentil natura,
La qual con duro affanno
E sol per suo valore
L'altro conven trovar, se vuol honore.
Tanto è ciaschun gentil quanto à vertude
E tanto è vertuoso. quanto è l'opra
Per bel valor di fuor; sì che si scopra
La nobiltà che in l'animo si chiude.