Che giudicare non si dee per l'apparença; ma per certa sciença. Rubrica LIII.
Chi giudica huomo per isperienza
O per certa sciença
E degna lode e fede si convene,
Perch'el conosce il bene,
E sa l'effecto e vede la raxone,
Onde si muove sua oppinïone.
Non creder per gran corpo huom valoroso,
Né piccol pauroso;
Perché vertute non si vende a saggio
Da quell'eterno raggio
Lo qual la mette dove gli piace eleggere:
Sì che ben spesso un piccol è più saggio
Più coraggioso e più fiereçça spande
Che un che sia ben grande.
Fugge per passerin, nibbio e çelone,
E vince un falconcel grande aghirone.