Che la gloria de' poeti consista in far canti di benedizioni a Dio
Fugge com'ombra al sole,
Crolio, la nostra vita, e l'uomo insano,
Intento a fabricar superbi tetti,
Fa di porfidi eletti
Superba loggia alzar, pomposa mole.
Edificio sovrano
Che val, che giova altrui, se contra l'armi
Del tempo e de l'oblio cadono i marmi?
Folle e vana struttura
E di dedala man machina illustre,
I marmi ad eternar forza non hanno.
Ripararsi in tal danno
Chi si vantò giamai tra ricche mura?
Erga pur mole industre,
Che con irato e formidabil telo
Sempre i tetti maggior fulmina il cielo.
Non s'arresta la morte
Con riverente piè, dove rimira
Pomposo albergo et ingemmato soglio;
Con insolente orgoglio
Sprezzando va le riverite porte.
Calca porpora assira,
E le più venerabili corone
Con tirannico piè sotterra pone.
Io che vedo il mio stato
Da fortuna ristretto in breve giro,
Non cerco alzar da terra aule pompose,
Moli ricche e fastose,
E le mura vestir d'abito aurato.
Né ovunque i lumi aggiro,
Pronti a' miei cenni, ubidienti e belle,
Mi veggio intorno andar paggi e donzelle.
Di chi vien, di chi parte
Ricca soglia non ho calcata e cinta:
Pompa ch'è vanità, gloria ch'è vile,
Signoria ch'è servile,
Diletto che delitto altrui comparte,
Luce ch'è un'ombra finta,
Lode che biasmo apporta, onor ch'è salma,
Ricchezza al fin ch'è povertà de l'alma.
Né di mirre odorate
Fo gli altari fumanti al ciel devoto,
Perché di ricche merci alato pino
M'invii lieto il destino,
Scampando intatto fuor da l'onde irate.
Questo solo è il mio voto:
Che mi lasci goder, mentre a Lui piace,
Con le musiche Ninfe aura di pace.
O se 'l cielo benigno
Arride ai voti miei ch'io spargo ai venti,
Io d'impudico amor, ch'i sensi opprime,
Non tesserò più rime,
Ma in riva del Giordano, alato cigno,
Spargerò sacri accenti,
E cercarò, di penitenza al fonte,
Sol di palme idumee cinger la fronte.
Solo al Cielo si deve
Sacrare il plettro et offerir la tromba.
Erra colui ch'idolatrando, stolto,
Si fa per nume un volto,
Ch'è un lampo di beltà fallace e breve,
E dentro cieca tomba
In cenere disciolta, in terra umile,
Fia d'immondi animal pastura vile.
Consacrate, o poeti,
I vostri carmi a Dio; lasciate intanto
Più voi di celebrar gl'idoli vostri
Con disonesti inchiostri:
I casti profanate almi laureti.
Non ha purgato il canto
Chi non ha puro il cor, suono ha discorde
Chi del poeta ebreo non ha le corde.