Che li divini judicii sono santi e debono piacere a ciascuno. Rubrica LXXV.

By Auteur inconnu

O visitaçion superna e santa,

Cara sopr'oro e pietra pretïosa,

Dolce più d'altra cosa;

Per tua benignitate

Gravi talor nostro corpo mortale,

Per dar felicitate

Al spirto che con Dio vive eternale.

Homo passïonato da fortuna

Contra força di tempo non si mova:

Perché rotto nochier fa mala prova

Contra potença di turbato mare.

Ma vogla soferendo il mal passare,

Ove si compie e corona vertute,

Perché meglo è sofrire un punto forte,

Sperando sua salute,

Che tutto 'l stato suo metter a morte.