Chiede il ritratto a Guido Casoni.
Oh se, GUIDO, impetrar mai potess'io,
or che tanta da me terra ti parte,
poi che Natura il nega, almen da l'Arte
finto ristoro al fervido desio!
Poria l'effigie tua posta del mio
Sacro Museo ne la più nobil parte,
la mole assecurar di quelle carte
cui ruina minaccia invido Oblio.
Fora, novo Palladio, a le sue porte
fatal custodia; e per timor di lei
non v'entrerebbe mai Tempo, né Morte.
E farebbe il Pittore, ed io farei,
immortali e felici in tanta sorte
la sua mano, il tuo volto, e gli occhi miei.