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By Giovanni Prati

Sin che florido è il corpo, ospite lieta,

l´alma lo alberga: ma dal dì che vede

come questa sua casa è un po´ di creta,

che la pioggia corrompe e il verno fiede;

da quel dì la solinga anima asseta

un arcano desio di mutar sede;

e, sognando e sperando altro pianeta,

sente crescer le forze a la sua fede.

Messer Iacopo, a me la inferma spoglia

par quella casa ruinata e sola,

che alberga una farfalla entro i rottami.

L´ospite, afflitta di restar, s´invoglia

poco in quell´ombre; e, se di là non vola,

è perché aspetta che Qualcun la chiami.