CIC

By Giovan Battista Nicolucci

Tra rose aperte e tra lucenti raggi

i miei pensier, né ben né poco saggi,

m'han l'alma chiusa e ascosta,

e in dolce e duro carcer l'han riposta.

Dolce, mentre ti miro

o che l'imaginar a te m'accosta,

e godo la beltà che sì desiro;

crudo, perch'ho martiro

de la beltà senza tua grazia ingrata,

ché il fior è l'una e l'altra è la radice.

Anima sfortunata,

né l'odio altrui né l'amor tuo felice

esser né mia né di costei ti lice,

né in libertà né serva,

né dal timor gelata

né la speme accesa;

condizïon proterva,

poiché a nimica tal ti trovi arresa

che sei prigion da te, ma non sei presa.