CII – Menzini

By Giacomo Leopardi

Ma piano un po': ché con maniera indegna

Questi son che ciurmano il Galileo

Co' pungiglion di pontificia insegna.

Che Tiresia nel corpo egli si feo;

Ma ne l'alma non già: né far di peggio

L'altrui perfidia incontro a lui poteo.

Che ingiuria fa d'Onnipotenza al seggio

Il Sol mobile o fisso, e chi ritrova

Di stelle intorno a Giove un bel corteggio?

Or chi Niceta e Filolao rinnova,

Fabro di matematiche ragioni,

Scherno per voi e pena e infamia trova?

E questa è una de le dilezioni

Che il Vangelo vi detta? ancor giostrando,

Per mera ambizione i dotti e i buoni?

Colui che, in duro esilio e miserando,

Di Patmos giacque in sconosciuta tomba;

Amatevi l'un l'altro, iva insegnando.

Ma ne l'orecchie a voi mormora e romba:

Perseguitiamo i dotti. E 'l popol matto

Sol per voi celebrar prende la tromba.