CII XV del

By Lorenzo de' Medici

Quanta invidia ti porto, o cuor beato,

che quella man vezzosa or mulce or stringe,

tal ch'ogni vil durezza da te spinge!

E poi che sì gentil sei diventato,

talora il nome, a cui te ha consegrato

Amore, il bianco dito in te dipinge;

or l'angelico viso informa e finge,

or lieto, or dolcemente perturbato.

Or li amorosi e vaghi suoi pensieri

ad uno ad un la bella man descrive,

or le dolce parole accorte e sante.

O mio bel core, oramai più che speri?

Sol che abbin forza quelle luci dive

di transformarti in rigido adamante.