CII

By Giovanni Prati

Pindaro un dì su le tebane incudi

battea la strofa; e presso al tiberino

margo su due di giglio òmeri ignudi

tu misuri l´esametro divino.

Scherza Cardenia; e, mentre al sen la chiudi,

sussurrando ti va: — Figlio d´Armino,

se una volta i miei padri a´ tuoi fûr crudi,

emendato co´ baci ecco è il destino. —

E frattanto l´esametro, che scocchi

tu con le dita su le nivee spalle,

si fa raggio d´amor dentro i begli occhi.

E tu in baciarle i begli occhi e la chioma,

mormori: — O re della saturnia valle,

a me Cardenia e a voi rimanga Roma! —