CIII

By Giovan Battista Nicolucci

È questo quel bel crin del suo tesoro,

quel ch'i raggi del sole

e non che l'ambra e l'oro

vincer cotanto sole?

Son questi quei begli occhi

onde par sempre che l'ignudo Arciero

non pur gli aurati dardi

ma se medesmo scocchi?

È questo il ciglio, in un lieto e severo,

che sì accompagna i gravi e dolci sguardi?

È questa quella fronte

ove le gioie e pene mie son conte?

Con le vermiglie rose,

che fiammelle amorose

spirano da le labra e da la faccia,

parti che tal sembiante si confaccia?

Ah, che ben l'arte esprime l'altre cose

ma non già le divine e le nascose!