CIII
Di suo tartareo speco
avventatosi al ciel nel mio bel volto,
sdegno fosco, atro e cieco,
quand'egli ardea più dolce, il sol n'ha tolto,
e tutto il mio rivolto
bel tranquillo in orribile procella,
a più dogliose strida
ognor mi sfida l'adirata stella.