CIII

By Giovanni Prati

Il vaticinio dei quaranta soli

esce dal labro al pallido profeta;

e frusti enormi d´alabastro e creta

son della eversa Ninive le moli.

E or qui sui vespri, come Iddio decreta,

aprono le trecento aquile i voli;

e, se non gemi, di che gemer suoli,

a veder tanta gloria e tanta pièta?

I magi e i re della città diversa

sparvero; e in pugno poca polve io stringo:

sogno l´arpe dell´Asia, e non le sento.

Tutto un mondo perì: solo attraversa

le rosse lande l´arabo ramingo,

e sparge l´inno della morte al vento.