CIII

By Pietro Jacopo De Jennaro

Le dotte rime toi languide e conte,

jà frabicate al carcere dolente,

amo legendo, a la mia trista mente

dolore, isdegno, odio et ira agionte.

Ma poi, pensando che l'offesa fronte

vedde la morte vile, impia e repente

dell'offensore, mitico al presente

con toa vendetta le mei acerbe ponte.

E spero li mei pianti e vute un tempo

seranno intesi: e chi m'offende a·ttorto

dirrà che nullo mal passa impunito.

Tu ch'hai patuto, toi parole a tempo

porgi in mia aita a chi po trarme in porto,

che per pietate in ciel serrai gradito.