CIII

By Ascanio Pignatelli

Cenere è quel, che 'n lungo incendio ardente

Soave foco in su 'l mio cor si sparse,

E de l' antiche sue faville, ond' arse,

Già fredde hor segna le vestigia, e spente;

D' un sì leve principio, aspro e possente

Qual crebbe il mio dolor, qui può mirarse,

E de' miei danni le ruine sparse

Fien di misero fin segno dolente:

Morto lo spirto, che talor vivace

Le sue fiamme sostenne invitto, e forte,

Non sente, o gusta il cor dolcezza, o doglia,

E, se già visse in pene, or ne la morte

Queto giace, e tranquillo, e questa spoglia

Lacera e rotta almen riposa in pace.