CIV

By Giosue Carducci

Non han ne gli sbarrati occhi una lacrima,

Ma digrignano i denti e a' telai stanno.

– Tessiam, Germania, il tuo lenzuolo funebre,

E tre maledizion l'ordito fanno.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

Maledetto il buon Dio! Noi lo pregammo

Ne le misere fami, a i freddi inverni:

Lo pregammo, e sperammo, ed aspettammo:

Egli, il buon Dio, ci saziò di scherni.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

E maledetto il re! de i gentiluomini,

De i ricchi il re, che viscere non ha:

Ei ci ha spremuto infin l'ultimo pìcciolo,

Or come cani mitragliar ci fa.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

Maledetta la patria, ove alta solo

Cresce l'infamia e l'abominazione!

Ove ogni gentil fiore è pesto al suolo,

E i vermi ingrassa la corruzione!

Tessiam, tessiam, tessiamo!

Vola la spola ed il telaio scricchiola.

Noi tessiamo affannosi e notte e dì:

Tessiam, vecchia Germania, il lenzuol funebre

Tuo, che di tre maledizion s'ordì.

Tessiam, tessiam, tessiamo! –