CIV

By Ludovico Leporeo

Non so che scorgo in te che m'arta odiarti,

Che m'abbarlumi co' tuoi lumi aperti,

Perciò m'arrosso, né posso vederti,

Né riverirti, udirti, o favellarti.

Pur sei galante, e tante hai doti e parti

Che vanno stolti molti per tuoi merti,

E spendon doppie a coppie per goderti,

E bizzarre ti fan zimarre i sarti.

Dispàri i genî son, vari gli spirti:

Simpatie, fantasie, contrarie sorti

Ch'io non potrei, né le saprei ridirti.

Par che altrove il desio natio mi porti

Da te che m'ami e meco brami unirti,

Né teco ho senso, e dai l'incenso ai morti.