CIX (115)

By Luca Contile

Qualunche senza legge pecca ed erra,

senza legge si danna, e quel che l'ave,

se non l'osserva e segue l'opre prave,

per quella è giudicato e posto a terra.

Non già chi l'ode dal peccare si sferra,

né si tolle dal mal noioso e grave,

ma chi con umiltà santa e soave

col core e cogli effetti ogni or l'afferra.

Chi senza legge a la natura buona

ubbidisce, non falla, e ciò può farsi

destando entro di sé quel lume interno.

Amò talmente Iddio ogni persona

e di lei nel suo figlio tanto oltre arse,

che nel mortale inchiuse un raggio eterno.