CIX

By Domenico di Giovanni

La velenosa coda di Scorpione,

Per cui Fetonte abbandonò li freni

De' celesti, e veloci palafreni,

Sì che 'l Ciel n'arse in ogni regione;

M'ha morso il cor nel petto di Catone,

Né trovo mal, che 'l mio sdegno raffreni;

Così Cupido gli amorosi beni

Fece gustare all'ingrato Giasone.

Più volte ho lagrimato di dolcezza

D'uno starnuto, e preso tal conforto,

Che Dario non fe' mai di sua ricchezza.

O cieca mente, ch'a così gran torto

Mi scurasti la luce, ond'era avvezza

L'alma felice in chiaro, e torbo porto.

S'io fussi stato accorto,

Io avrei comperato da ser Ago

Quattro carati d'alito di Drago.