CL

By Auteur inconnu

Fiorentin mercatanti, o donne, siàno,

stati gran tempo fuora;

pur contenti e lieti ora

la nostra patria a riveder torniàno.

Noi abbiàno in piú mar profondi e lati

il nostro legno messo;

e spesso siànci al disotto trovati

con pericolo espresso,

ma 'l ciel benigno ci ha tal don concesso

ch'a ben d'ogni periglio usciti siàno.

Degli estremi confin di Gallicutte

con diligente cura

abbian piú spezierie di qua condutte,

ottime oltr'a misura,

che per virtù di lor calda natura

rendono il gusto a chi non l'ha ben sano.

Per forza, donne, molti passi strani

ci bisognò già fare,

perché trovati abbiàn certi pantani,

che, per non vi affogare,

fummo sforzati tutti a scavalcare,

e bisognò menar la bestia a mano.

Noi abbiàn da conserve a far confette

barbe di gran valore:

queste piú grosse a stillar son perfette

e gettano un liquore

ch'ogni focoso e caldo pizzicore

disolve in breve e fa ritornar sano.

Questi stiavetti ancor per vender sono

di qua fatti venire:

chi gli richiederà con voler buono,

fien pronti all'ubbidire;

ché servon volentier senza ridire,

tenendo a mente e non è niun villano.

Molt'altre cose abbiàn perfette assai

fra questa roba nostra,

ma fuor del mercatar, donne, giammai

non ne faccián la mostra;

pur se vederle fia la voglia vostra,

parati tutti a contentarvi siàno.