CLI. ALLA MARCHESA BEATRICE TRIVULZIO.
Allo spirto gentile
Che in sì pietoso stile
Si compiange dell'empio mio destino
Rispondi, inclita Bice,
Che la Musa infelice
Del tuo poeta è morta, e che nel pianto
Spenta è l'arte del canto; e se talora
Tento le corde della cetra, i suoni
N'escon sì rozzi e miseri,
Che più poveri versi non farìa
Tomasèo, Mangiagalli e Compagnoni.
Su me dunque s'intuoni
L'eterna requie, e quindi innanzi sia
Il poeta di Bice Paravia.