CLII

By Pietro Bembo

Tosto che la bell´alba, solo e mesto

Titon lasciando, a noi conduce il giorno,

e ch´io mi sveglio, e rimirando intorno

non veggo ´l sol, che suol tenermi desto,

di dolor e di panni mi rivesto,

e sospirando il bel dolce soggiorno,

che ´l ciel m´ha tolto, a lagrimar ritorno:

la luce ingrata, e ´l viver m´è molesto.

Talor vengo agl´inchiostri, e parte noto

le mie sventure; ma ´l più celo e serbo

nel cor, che nullo stile è che le spieghi.

Talor pien d´ira e di speranze vòto,

chiamo chi del mortal mi scinga e sleghi:

o giorni tenebrosi, o fato acerbo!