CLIII

By Lorenzo de' Medici

Sì bella è la mia donna, e in sé raccoglie

tante dolci bellezze e non vedute

ch'è miglior stato non trovar salute

in lei, che adempier tutte l'altre voglie.

Però e pianti, desir', speranze e doglie,

che da sì bella cosa son venute,

porton con loro una gentil salute

che vive sempre a cui la vita toglie.

O bellissima morte! O dolor' suavi!

o pensier', che portate ne' sospiri,

ad altri ignota, al cor tanta dolcezza!

Com'esser può che alcuna pena aggravi,

benché afflitto, alcun cor che sempre miri

cogli occhi o col pensier somma bellezza?