CLIII

By Auteur inconnu

Chi non vuole a un tratto consumare

la roba, il tempo, il credito e gli amici,

ne' tempi piú felici

diasi alla cerca e attenda a buscare.

L'abito nostro, senza dimostrarci,

vi può far fede appunto chi noi siàno

noi siàn mugnai e non vogliàno starci;

e per attempo ognor ci provediàno

di fave, d'orzo, di veccie e di grano,

perché noi non mangiàn biade leggieri;

maciniàn volentieri

e vogliàn d'ogni tempo lavorare.

Il guadagno consiste in far faccende,

e ogni guadagnuzzo è me' che starsi:

quando il mulin non macina, e' non rende,

e oggidì bisogna assottigliàrsi;

i guadagni son pochi e son sí scarsi

che chi lascia fermare un po' 'l mulino,

se ne va a capo chino,

che 'l ciel non lo potrebbe ripescare.

Se ci è chi voglia darci a macinare,

noi lo possiàn servir gagliardamente;

noi usiàn prima ogni cosa vagliare,

poi maciniam a distesa alle gente;

e chi le macin' nostre vede o sente,

le gettano un lavoro sí pulito

ch'ognun ci mostra a dito,

e cerca sol di darci a macinare.

Se la tramoggia non è stretta in bocca

non si fa macinato che buon sia:

getta in un tratto e subito trabocca,

e ciò che tu vi metti getti via;

a voler che granel drento vi stia,

bisogna che la coli a poco a poco:

e chi vuol durare al giuoco,

bisogna saper mettere e cavare.

Per sempre abbiamo avviato il mulino,

e 'l sito è nostro e non paghiàn pigione;

abbiàno il grande e 'l mezzo e 'l piccino;

macinati faccián d'ogni ragione,

che non trovano al mondo paragone;

e ognuno spacciàn com'egli è giunto:

chi vuol l'intero appunto,

venga al mulino a veder macinare.

Chi entra nel mulin si può botare,

ché n'uscirà degnato a suo dispetto;

egli volessi, e nollo può negare,

netti o scuota poi a suo modo il petto:

chi entra dentro e pensa d'uscir netto,

fa 'l conto senza l'oste e non gli giova:

gli ha seco la ripruova

che gliene fa per forza confessare.