CLIII

By Francesco Beccuti

Quell'istesso desio fatto è signore

tanto di me, che ogni mio senso ingombra:

tocco 'l bel seno e l'ardor sento e l'ombra

ove soglion scherzar le Grazie e l'Ore;

veggio la fronte lieta che del core

ogni tristo pensier toglie e disgombra

e 'l bianco vel ch'i divini occhi adombra,

ond'Amor qualità prende e vigore;

veggio la bocca ed odo per mio danno

quel cortese parlar e veggio il loco

dove, per seguir voi, perdei me stesso.

Se l'immaginazion dunque l'affanno

tempra da lunge e fa soave 'l foco,

che fia, se questa spoglia al vero appresso?