Clorinda.

By Giovambattista Marino

Ben è costei Pantasilea novella,

vergin feroce, e giovinetta audace,

dolce guerrera, e rigida donzella,

temuta in guerra, e sospirata in pace.

Spira dal ciglio in un superba e bella

spavento ch'innamora, ira che piace,

e d'elmo cinta, o pur di velo ornata,

sembra Venere in gonna, e Palla armata.

Non piegò vezzo, e non ritenne albergo,

fin da' prim'anni suoi l'animo altero;

ma sudò sotto l'armi, e 'l morso e 'l tergo

frenò, domò d'indomito destriero.

In vece di monil, cinse l'usbergo,

per ghirlanda di fior' volse il cimiero;

e fur del suo lavoro orrido e crudo

ago la spada, ed origlier lo scudo.

Bella, né men che bella ardita e forte,

arma l'alma di gel, gli occhi d'ardore,

e con varia sembianza ed egual sorte,

di ferro il petto, e di diamante il core.

Porta nel volto e ne la man la morte

contro Marte egualmente, e contro Amore:

e vendica l'offese, e sprezza i pianti,

de' nemici nemica, e degli amanti.