CLVI

By Giusto de' Conti

Ben che Laura sovente mi sospinga

A rimirar la beltà, ch'io vorrei,

Per più mia pace et più fama di lei,

Stesse non sì rinchiusa o sì solinga;

Et ben che Amor, che allora mi lusinga

Forse per acquetare i sospir miei,

Me la mostri, et con cenni or dolci, or rei

Di color mille il mio volto dipinga;

L'alma con tutto questo non si pente,

Anzi s'infiamma, ed ognor più disia

Parlar seco il mio stato altrui nascoso.

Et fissa poi rimanmi nella mente

L'immagin sempre; e 'l suo viso ov'io sia

Parmi più bello, et ver me più pietoso.