CLVI

By Berardino Rota

A che ’l re di pianeti, a che non serra

le celesti fenestre? A che la mano

non arma e guarda il bel regno sovrano,

poiché Morte comincia a farli guerra?

Devean cose del ciel secure in terra

starsi per sempre da l’oltraggio humano;

devean render fallace in tutto e vano

l’ardir di tal che ’l basso e l’alto atterra.

Spietata Parca, or quando e danno e scorno

maggior festi a Natura? Io so pur ch’ella

non mai di più bel don fé ricco il mondo.

Onde, da sdegno e duol vinta, quel giorno

giurò mai più non far cosa sì bella

per non haver da te forse il secondo.