CLVI

By Domenico di Giovanni

Son diventato in questa malattia,

Come un graticcio da seccar lasagne;

L'un viso agro sospira, e l'altro piagne

Sì son duro in sul far la cortesia.

Sento cadermi, andando per la via,

Le polpe dietro giù nelle calcagne,

E le ginocchia paian due castagne

Sì son ben magre, da far gelerìa;

Fuoco ho il fegato, e diaccio la sirocchia,

Tosso, sputo, anso, e sento di magrana;

E 'n corpo mi gorgoglia una ranocchia.

Cresciuta m'è un palmo la fagiana,

E scemato un sommesso la pannocchia,

Nol trovo, essi smarrito infra la lana;

Non mi dà più mattana;

Erbolaio è, non istrologa piùe,

E pisciomi fra i peli, come il bue.