CLVII

By Giusto de' Conti

Deh se Laura mi fosse sì suave

Sempre com'ora, et amor sì benegno,

Qual stato al mondo più gioioso e degno

Fora del mio, et qual peso men grave?

Ch'io miro gli occhi bei c'hanno le chiave

Del mio cor lasso e del debole ingegno,

Nel qual consiste l'amoroso regno,

E 'l sicur porto di mia fragil nave.

Et ella che di ciò par si contenti,

Poscia mi mostra la sua bionda treza

Tessuta, oimè, dalla man che mi sface.

Ivi mi specchio, indi prendo dolceza;

Talché, per tema di futur tormenti,

Vorrei morir finché 'l viver mi piace.