CLVII

By Pietro Bembo

S´Amor m´avesse detto: – ohimè, da morte

fieno i begli occhi prima di te spenti –,

avrei di lor con disusati accenti

rime dettato e più spesse e più scorte,

per mio sostegno in questa dura sorte,

e perché le ben chiare et apparenti

note rendesser le lontane genti

de l´alma lor divina luce accorte;

ché già sarebbe oltre l´Ibero e ´l Gange,

la Tana e ´l Nilo intesa, e divulgato

com´io solfo a quei raggi et esca fui.

Or, poi ch´altro che pianger non m´è dato,

piango pur sempre, e son, tanto duol m´ange,

né di me stesso ad uopo né d´altrui.