CLVII

By Domenico di Giovanni

Questi c'hanno studiato il Pecorone,

Coroniangli di foglie di radice;

Poiché son giunti al tempo lor felice,

E facciasi per man di Guasparrone.

Il primo sia Anselmo Calderone,

Che non scrive mai senza la vernice;

Costui esser ben dotto in ciò mi dice,

E che fece di Lucca la canzone.

L'altro sarà Giovanni mio da Prato,

Che l'apparò insieme col Vannino

In Atene, ove a studio fu mandato;

E si chiamò in battaglia l'Acquatino,

Così è degno d'esser coronato:

E poi pel più antico Baiardino,

Facciasi in San Martino

Dal Pisanello il dì di San Brancazio;

E vedrà poi de' Diavoli che strazio.