CLVIII

By Giusto de' Conti

Non so se Laura, che il divin Poeta

Sospirando in bei carmi chiuse et strinse,

Fu vera donna, o lauro et donna il finse,

Ch'altri de suo desi' avesse più pieta.

Questa vegg'io ch'è donna; amor nol vieta,

Ché al primier guardo in mio cor la dipinse

In guisa, che da poi mai non si stinse;

Sì fu sua vista allor dolce et quieta.

Né maraviglia s'egli fu fervente

In esaltarla in beltà e in maniera;

Ché 'l più del tempo si mostrò benegna.

Maraviglia è di me, che quest'altera

Ascoltar non mi vuole, anzi mi sdegna,

Et io sempre le son più obbidiente.