CLXI – Passeroni
Senza vizi non nasce alcun mortale,
Ed ottimo è colui che gli ha leggieri:
Così disser già Orazio e Giovenale,
E i detti lor sono più che veri;
E mi contenterei, per manco male,
D'averli lievi anch'io ben volentieri:
Ma gli ho pesanti e grossi, e quel ch'è peggio,
Benché grossi e pesanti, io non li veggio.
Il che non solamente a me succede,
Ma succede fors'anche a tutti vui;
Ché Giove due valigie all'uomo diede:
Quella ch'è piena de' difetti sui
Gli sta dietro le spalle, e non la vede;
Ma vede ben quella de' vizi altrui,
Perché questa gli pende innanzi al petto,
E in lei vede degli altri ogni difetto.
Quindi vien che ci son tanti censori,
Tanti superbi e tanti farisei.
Io del prossimo mio vedo gli errori,
E vedon gli altri i mancamenti miei:
Vede il padrone que' de' servitori,
I servidor que' del padrone, e quei
Del marito la moglie, ed il marito
Que' della moglie, e così in infinito.
Un'altra cosa inabili ci rende,
Siccome d'aver letto mi sovviene,
A vedere non sol le nostre mende,
Ma quelle ancor di quei cui vogliam bene,
Perché la vista amor colle sue bende
Mirabilmente ad ingombrar ci viene:
E ciò succede in voi più facilmente,
Donne, che amor è in voi troppo potente.
Certi occhiali vi mette amor sul naso,
Con cui quel che non è vi fa vedere;
E quel ch'è veramente, non c'è caso
Che veder vpoi vogliate, e se sincere
Esser poteste, io sono persuaso
Che direste che amor vi fa parere
Verdi, dirò così, le cose rosse,
Grandi le lievi, e picciole le grosse.
Un che aracconta mille insulse fole,
A voi pare un uom lepido e vivace:
Uno che non sa dir quattro parole,
Da voi si chiama un uom che pensa e tace:
Uom cortese da voi chiamar si suole
Un vile adulator, perché vi piace:
Uno che lussureggia a tutto pasto,
Amor vel fa parere un uomo casto.
Quanti perdigiornate e quanti sciocchi
Paion più dotti a voi del Dottrinale:
E questo avvien perché per que' capocchi
È guasta in voi la virtù visuale:
Quella benda levatevi da gli occhi
Che avete per quel tale o per la tale,
Quegli occhiali levatevi e quel panno,
E allor conoscerete il vostro inganno.
E se alcune di voi giammai fur cotte
Per un che ad esse andava molto a verso,
Se con lui poscia vennero a le rotte,
Sarà paruto lor così diverso,
Come diverso è il giorno da la notte;
Ed è vero verissimo quel verso
Che dice che non v'è giudizio vero,
Giudizio sano, ove Amor tien l'impero.
E siccome d'amor disordinato
Amano molte madri i pargoletti,
Quindi è che non ponno essere in istato
Di giudicar de' vari lor difetti:
E tal figlio lor par ben allevato,
E par maraviglioso in fatti e in detti,
Ripieno di virtù, che d'ordinario
È pien di quel ch'è a la virtù contrario.