CLXI – Passeroni

By Giacomo Leopardi

Senza vizi non nasce alcun mortale,

Ed ottimo è colui che gli ha leggieri:

Così disser già Orazio e Giovenale,

E i detti lor sono più che veri;

E mi contenterei, per manco male,

D'averli lievi anch'io ben volentieri:

Ma gli ho pesanti e grossi, e quel ch'è peggio,

Benché grossi e pesanti, io non li veggio.

Il che non solamente a me succede,

Ma succede fors'anche a tutti vui;

Ché Giove due valigie all'uomo diede:

Quella ch'è piena de' difetti sui

Gli sta dietro le spalle, e non la vede;

Ma vede ben quella de' vizi altrui,

Perché questa gli pende innanzi al petto,

E in lei vede degli altri ogni difetto.

Quindi vien che ci son tanti censori,

Tanti superbi e tanti farisei.

Io del prossimo mio vedo gli errori,

E vedon gli altri i mancamenti miei:

Vede il padrone que' de' servitori,

I servidor que' del padrone, e quei

Del marito la moglie, ed il marito

Que' della moglie, e così in infinito.

Un'altra cosa inabili ci rende,

Siccome d'aver letto mi sovviene,

A vedere non sol le nostre mende,

Ma quelle ancor di quei cui vogliam bene,

Perché la vista amor colle sue bende

Mirabilmente ad ingombrar ci viene:

E ciò succede in voi più facilmente,

Donne, che amor è in voi troppo potente.

Certi occhiali vi mette amor sul naso,

Con cui quel che non è vi fa vedere;

E quel ch'è veramente, non c'è caso

Che veder vpoi vogliate, e se sincere

Esser poteste, io sono persuaso

Che direste che amor vi fa parere

Verdi, dirò così, le cose rosse,

Grandi le lievi, e picciole le grosse.

Un che aracconta mille insulse fole,

A voi pare un uom lepido e vivace:

Uno che non sa dir quattro parole,

Da voi si chiama un uom che pensa e tace:

Uom cortese da voi chiamar si suole

Un vile adulator, perché vi piace:

Uno che lussureggia a tutto pasto,

Amor vel fa parere un uomo casto.

Quanti perdigiornate e quanti sciocchi

Paion più dotti a voi del Dottrinale:

E questo avvien perché per que' capocchi

È guasta in voi la virtù visuale:

Quella benda levatevi da gli occhi

Che avete per quel tale o per la tale,

Quegli occhiali levatevi e quel panno,

E allor conoscerete il vostro inganno.

E se alcune di voi giammai fur cotte

Per un che ad esse andava molto a verso,

Se con lui poscia vennero a le rotte,

Sarà paruto lor così diverso,

Come diverso è il giorno da la notte;

Ed è vero verissimo quel verso

Che dice che non v'è giudizio vero,

Giudizio sano, ove Amor tien l'impero.

E siccome d'amor disordinato

Amano molte madri i pargoletti,

Quindi è che non ponno essere in istato

Di giudicar de' vari lor difetti:

E tal figlio lor par ben allevato,

E par maraviglioso in fatti e in detti,

Ripieno di virtù, che d'ordinario

È pien di quel ch'è a la virtù contrario.