CLXI

By Domenico di Giovanni

Signori, in questa ferrea graticola

Lo stentar tanto a torto mi rincresce:

L'ardente vertù manca, e 'l popol cresce,

Onde si fan le parti di formicola:

Bacco già lava i piedi ad ogni Agricola,

E 'l condotto ci muffa: e sol si mesce

La vena, che nutrica il nostro pesce,

Che beendone gli esce per l'auricola.

Io fui in cento lire condennato,

Per voler insegnar cantar la Zolfa

Per madre a un minor fratel di Cristo.

Poi di dugento bando mi fu dato

Per una landra da Frati Criolfa,

Per odio, e 'nvidia d'un geloso tristo;

Che disse avermi visto,

Con la scala di notte a lei furare

Due cuffie poste al buio a rasciugare.