CLXII

By Guittone d'Arezzo

Miri, miri catuno, a cui bisogna,

e col suo bon saver reggiase dritto,

e non già prenda, né tegna a rampogna,

ciò ch'è, de proprio, a sua salute scritto.

Ami nel drappo suo cardo, e no sugna:

cardar'è aunto ov'ha palmar trafitto.

Se losenghieri e auro e amici islogna,

pregi poi poco lo podere e 'l fitto;

dico che quanto el di montar più pugna

maggiormente è nel basso e dietro affitto.

Ché se poder fa soldo e voler livra,

perché meno si paga ove più acquista,

ma' gaude el mondo e Dio chi, segnor saggio,

che de sua guerra e d'altrui si delivra,

soi vizi aspegne e sua vertù avvista,

ha de sé e del suo lo segnoraggio.