CLXII

By Francesco Beccuti

L'ardita lupa, che da' fieri artigli

de l'aquila rapace ha scosso il dorso

e tronco il duro e insopportabil morso

che l'avea posta in tanti aspri perigli,

tutta sanguigna e lieta ai cari figli

dicea rivolta: — Ecco finito il corso

de le miserie nostre, ecco il soccorso

che sì fido ne dan gli aurati gigli :

guardate come dagli acuti ed empi

morsi ne toglie de l'augel nimico

che tante piaghe nel mio corpo impresse.

Ergansi dunque a questo altari e tempi

dove scritto si legga: — Il grande Enrico,

liberator de le cittadi oppresse —.