CLXII

By Giovan Battista Nicolucci

L'anima ch'ho per voi, che da voi prendo,

ben preceder vorria, ma il piacer vostro,

che di stimar più che la vita intendo,

vi s'interpone e me la fende in mezo,

e voi, che sete il fin d'ogni mio mezo,

tra il fin de l'alma e del contento nostro

vi mettete di mezo,

ed io a me giungo mia senza il suo resto,

però che a voi s'attiene,

ond'io con me privo di me mi resto,

e, s'è ben mio quel che da voi si tiene,

non però me ne viene

né possesso né parte;

poi l'esser voi da parte,

sì che né me volete

né pari al mondo avete,

fa ch'entro a sola sete.