CLXIII

By Giusto de' Conti

Perch'io pur pianga ognor con più dolcezza,

Né mai senza sospir passi mia vita,

Di nuovo Amor mi ha fatto una ferita

Di suo stral d'oro, et pien d'altra vaghezza.

Et la mia mente a contemplar s'avezza

Un'Angela dal Ciel scesa et partita

A darmi pace, ché, senz'ella, aita

Ed ogni ben mondano odia et disprezza.

In lei spero et mi specchio, et ciascun pio

Suo atto amante io noto, e il dolce sguardo,

Che fa di marmo chi gli s'affigura.

Et perché indegno mi sento, et non tardo

A tanta impresa, io vò con ferma cura

Per ben far meritar quel che disio.