CLXIII

By Lorenzo de' Medici

Dura memoria, perché non ti spegni,

che, accesa, tanto il tristo cor tormenti?

dura memoria, ché mi rappresenti

ne' pensier' mesti, inganni, ire, odii e sdegni?

Omè, giorno infelice che t'ingegni

turbare i desir' miei dolci e piacenti!

E tu, Amor, a tanto mal consenti,

perché al tuo bene intero alcun non degni.

Mostrami il doloroso mio pensiero

cosa che dir non oso; ma si fugge

al cor ogni mio spirto che la vede,

e trovando nel cor più forte e fero

quel pensier tristo, ad uno ad uno strugge.

Triema il cor lasso, e invan gli spirti chiede.