CLXIII

By Domenico di Giovanni

Apro la bocca secondo i bocconi,

E s'io non posso aver del pesce grosso,

Io mangio del minuto, c'ha men'osso,

Toccando mona Menta co i bastoni;

Talor quel Dipintor, co' suoi prigioni,

Che niun per povertà fu mai riscosso,

Quando quel calzolaio, il me' ch'io posso,

Salgo con pena quaransei scaglioni.

E alle volte un micolin di Muggine,

Ch'a un bollor nel pentolin si sgretola

Lustra di fuori, e dentro è pien di ruggine.

Scipito è più, che pastinaca, o bietola,

E per trarlo tra' denti, e le capruggine

Convien ch'io lo scardassi con la setola.

Da Legnaia, e Peretola

Mangio l'Anguille, e dal Galluzzo, e Portico,

Che son più tener, quanto più le scortico.