CLXIV

By Francesco Beccuti

Mentre l'odiato Momo empie le carte

de l'altrui colpe e d'ogn'intorno suona

la negra Fama il corno e non perdona

a Giove pur, non ch'a Minerva o Marte,

scendi tu, sacro Apollo in questa parte

e di Ersilia gentil meco ragiona,

a cui grazia, bellezza e virtù dona

quanta può darne il ciel, natura ed arte.

Dammi, signor, ch'io giunga a l'alta mèta

de le sue lodi e lo stil mio risponda

al bel disio che dentro il petto serra.

— Scrivi — Febo risponde — e in ciò t'acqueta:

— Quanto il mio carro gira e 'l mar circonda

non veggio pari a la tua donna in terra —.