CLXIX.

By Luigi Tansillo

Dopo mille alte e perigliose prede,

Ond'il mio nome celebre divenne,

Mentre la man ch'in servitù mi tenne

D'assalir gli altri a sciolto vol mi diede,

L'altr'ier poggiando ove occhio uman non vede,

Novo desio di libertà mi venne;

E dando al vento l'animose penne,

Io ruppi al mio signor l'usata fede.

Ma poco errai per gli alti aerei campi,

Ch'avvisto del mio mal, tra nubi ascosto

Ne piansi, e il becco volsi ond'era tolto.

Or com'uom ch'erri, e di vergogna avvampi,

Riedo alla stanga illustre, e vo' più tosto

Morir nei lacci suoi, che viver sciolto.