CLXV

By Matteo Bandello

Alte e frondose quercie, che le spalle

a questi colli ombrate; faggi ed orni,

genebri e lauri, che li bei contorni

di questa ornate al Ciel sì cara valle;

sentier erboso, e frequentato calle,

che 'n mezzo ai prati d'ogni fior adorni

mi meni, e poi girando mi ritorni

u' par che primavera mai non falle;

cari pastori, e pure pecorelle,

lascive capre, armenti ricchi e voi,

numi del luogo, i' vi saluto e adoro:

la città lascio, ed i fastidi suoi.

Qui fan ch'i' venga mie fatali stelle,

u' sol ritrovo al mio languir ristoro.