CLXV

By Pietro Bembo

Signor, quella pietà, che ti constrinse

morendo far del nostro fallo ammenda,

da l´ira tua ne copra e ne difenda.

Vedi, Padre cortese,

l´alto visco mondan com´è tenace,

e le reti, che tese

ne son da l´aversario empio e fallace,

quanto hanno intorno a sé di quel che piace:

però s´aven, che spesso uom se ne prenda,

questo talor pietoso a noi ti renda.

Non si nega, Signore,

che ´l peccar nostro senza fin non sia;

ma se non fosse errore,

campo da usar la tua pietà natia

non avresti: la qual perché non stia

in oscuro e, quanta è fra noi, s´intenda,

men grave esser ti dee, ch´altri t´offenda.

Tu, Padre, ne mandasti

in questo mar, e tu ne scorgi a porto;

e se molto ne amasti,

alor che ´l mondo t´ebbe vivo e morto,

amane a questo tempo, e ´l nostro torto

la tua pietosa man non ne suspenda,

ma grazia sopra noi larga discenda.