CLXV

By Domenico di Giovanni

Oh umil popol mio, tu non t'avvedi

Di questo iniquo, e perfido Tiranno,

Quant'aspramente con sua forza, e 'nganno

Tien nostra Signoria sotto a' suoi piedi,

O trionfal già Signoria! or siedi

Bassa; al presente per tua verga, e scanno

Levati presto il tuo, e 'l nostro danno,

Vendica il fior gentil, stato richiedi.

Per costui ti verrà di dì in dì meno

La forza, e 'l senno; e del tuo gran tesoro

Ti vota sempre, ed empie a Marco il seno.

Costui becca il suo nido; e fra costoro

È or Colombo; e dopo il gozzo pieno

Diventerà Falcon marino, e soro.

Giunto è già il Bucintoro

A Chioggia per levar lui, e' suoi Medici,

Sicché prudentemente omai provvedici.

E 'l nostro aiuto chiedici,

Che sarà vero alfin quel ch'io ti scrivo,

Noi piglierem la preda, e 'l Lupo vivo;

Con corona d'Ulivo

Coroneremo la testa di Marzocco,

C'ha 'l Cercin'or di Niccolò di Cocco.