CLXVI

By Giovan Battista Nicolucci

Famelico è il desir ch'ebbe a finirsi

negli aspri giorni in che di doglia e pianto

né d'alcun ben già mai poté notrirsi.

Oscurato è il desir da poi che tanto

il cieco affetto la ragione abbaglia

che l'è d'intorno come opaco manto.

Infinito è il desir che perché saglia,

perché tenti abbracciar bellezze interne,

non mai se stesso in qualche parte agguaglia.

Dunque se la mia donna questo scerne,

e se mi è cibo e sole e ben sopremo,

e sa come in tal caso si governe,

i' più spero che temo,

ancor che paia di sua grazia scemo.