CLXVII

By Giusto de' Conti

Quale ingiuria, dispetto, o quale isdegno,

Finestre avare et pien di gelosia,

Vi feci io mai, nol so: ma a chi ne spia

Dirò, che mille da voi ne sostegno.

Umil divoto et reverente vegno

A visitar voi no, ma quella mia

Novella Donna, come Amor m'invia,

Per farmi de' suoi servi il non men degno.

Et voi trovo rinchiuse essere ognora.

Non basta assai che per più mio tormento

Altissime et ferrate esser vi veggio?

Che cascar possa fin dal fondamento

La casa, et perir chi dentro dimora,

Purché sia salva lei, che io bramo e chieggio.